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Stop Online Piracy Act
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Lo mwbqStop Online Piracy Act (mwbgSOPA), anche chiamato mwbwH.R. 3261, è una mwcaproposta di legge presentata il 26 ottobre mwcq2011 alla mwcgCamera dei rappresentanti mwcwstatunitense dal mwdadeputato mwdqrepubblicano mwdgLamar S. Smith, rappresentante del Distretto 21 del mwdwTexas, e da un gruppo di 12 sostenitori.

La mwfglegge, qualora fosse stata approvata nella stesura proposta, avrebbe permesso ai titolari di mwfwcopyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti.

La legge avrebbe permesso inoltre al mwgqDipartimento di giustizia e ai titolari di copyright di procedere legalmente contro i mwggsiti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d'autore. A seconda del richiedente, le sanzioni avrebbero potuto includere il divieto ai network pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti (come, ad esempio, mwgwPaypal) d'intrattenere rapporti d'affari con il sito accusato delle infrazioni, il divieto ai mwhamotori di ricerca di mantenere attivi mwhqcollegamenti verso il sito in questione e la richiesta agli mwhgmwhwInternet service provider di bloccare l'accesso al mwiasito web.

Contents

Note

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Ratio della norma e motivi dell'opposizione

I sostenitori del disegno di legge dicevano che questo proteggerebbe il mwjamercato della proprietà intellettuale e mwjqindustriale, l'mwjgoccupazione e il mwjwreddito; sostenevano inoltre che sarebbe necessario rafforzare l'applicazione delle leggi sul copyright in particolare contro i siti web stranieri.cite-ref-marlowe-1-0[1]

Gli oppositori del provvedimento sostenevano che lo stesso violerebbe i diritti del mwlqPrimo emendamento, che sarebbe stata la mwlgcensura di mwlwInternet,cite-ref-chloe-2-0[2] che avrebbe potuto paralizzare Internet,cite-ref-chloebis-3-0[3] e che rischierebbe di minacciare la mwoalibertà di parola e di denuncia degli illeciti.cite-ref-eff1-4-0[4]

Contenuto della proposta legislativa

Il progetto di legge avrebbe autorizzato il Dipartimento di Giustizia americano a richiedere l'emissione di ordinanze del mwpwtribunale contro i siti web che fossero fuori dalla mwqagiurisdizione degli Stati Uniti ed accusati di violare i diritti d'autore, o di rendere possibile o comunque facilitare attività di violazione del copyright.cite-ref-pcw-5-0[5]

Dopo la mwrgnotifica dell'mwrwordinanza del tribunale, il mwsaprocuratore generale USA avrebbe potuto vietare ad ISP (mwsqInternet service provider), a circuiti pubblicitari come mwsgGoogle ed a fornitori di servizi di pagamento come mwswPayPal o mwtaVisa, che avessero sede in mwtqAmerica o comunque ricadessero in quella giurisdizione, o per quanto vi ricadessero, di fare mwtgaffari con i siti che violano il mwtwdiritto penale federale della mwuaproprietà intellettuale, adottando "misure tecnicamente possibili e ragionevoli" per impedire l'accesso al sito accusato di violazione. Il modo più rapido (ma molto invasivo) per farlo sarebbe stato applicare il cosiddetto mwuqmwugfiltraggio dei DNS. Il procuratore generale avrebbe potuto anche vietare ai mwuwmotori di ricerca la visualizzazione dei collegamenti ai siti.cite-ref-ziobill-6-0[6]

Il disegno di legge stabiliva anche un processo in due fasi per i titolari di diritti di proprietà intellettuale, al fine di garantire loro ristoro per i danni eventualmente arrecati da un sito dedicato alla violazione. Il titolare dei diritti deve prima informare, per iscritto, i servizi di pagamento ed i circuiti pubblicitari di cui si serve il sito; questi, a loro volta, dovevano poi inoltrare la notifica e sospendere i servizi di quel sito, a meno che il sito non fornisse una sorta di contro-notifica per spiegare perché non fosse in violazione. Il titolare dei diritti poteva poi citare in giudizio il gestore del sito per alcune misure cautelative (contro di lui) se venisse fornita una simile contro-notifica oppure se i servizi di pagamento o i circuiti pubblicitari non avessero applicato la sospensione del servizio in assenza di una contro-notifica.cite-ref-ziobill-6-1[6]

Il provvedimento prevedeva l'immunità dalla mwxgresponsabilità per servizi di pagamento e circuiti pubblicitari che si conformino a questa legge o che intraprendessero un'azione volontaria per recidere i loro legami con tali siti. Ogni detentore di copyright che consapevolmente avesse mwxwcalunniato un sito web, accusandolo falsamente di essere dedicato alla violazione di copyright, sarebbe stato responsabile per i danni.cite-ref-pcw-5-1[5]

La seconda sezione della bozza normativa aumentava le pene per lo mwzqmwzgstreaming mwzwvideo e per la vendita di mwaafarmaci contraffatti, materiale militare o beni di consumo. Il disegno di legge avrebbe reso reato lo streaming non autorizzato di contenuti protetti da copyright.cite-ref-ziobill-6-2[6]

Critiche

Furono molte le critiche mosse al SOPA; tra le principali:cite-ref-brigham-7-0[7]cite-ref-8[8]

• il SOPA prevedeva una causa legale per un singolo contenuto in violazione di copyright, mentre il DMCA (mweqDigital Millennium Copyright Act, cioè la legge attualmente in vigore negli USA) prevede una semplice diffida da parte del detentore dei diritti; il prezzo con il SOPA sarebbe stato l'oscuramento del sito, con il DMCA è la rimozione del solo contenuto caricato illegalmente;
• il SOPA rendeva perseguibile il sito che ha mwewreso possibile o facilitato la pubblicazione del contenuto in violazione, pertanto costituiva un pericolo per i siti che permettono agli utenti di caricare contenuti: i mwfasiti a contenuto aperto, i mwfqsocial network, i blog, ecc.; invece con il DMCA la responsabilità del reato ricade sul singolo utente che ha caricato il contenuto;
• le spese legali avrebbero costituito un notevole deterrente e un serio pericolo per i siti non-profit o low-budget;
• si sarebbe potuta prestare facilmente ad un uso strumentale da parte dei detentori di diritti per mettere in ginocchio determinati siti, in quanto questi ultimi avrebbero dovuto sostenere le spese legali anche se le accuse di violazione di copyright si fossero rivelate false;
• avrebbe reso illegali anche strumenti informatici che non hanno nulla a che fare con le violazioni di copyright: mwgqVirtual Private Networks, mwggproxy, software per l'anonimato; strumenti indispensabili per gli amministratori di sistemi informatici, attivisti per i diritti umani, e dissidenti politici in tutto il mondo.

Il mwhaGeneral Counsel della mwhqWikimedia Foundation Geoff Brigham riteneva che il SOPA fosse mwhguna seria minaccia per la libertà di espressione in Internet.cite-ref-brigham-7-1[7]

mwjaCreative Commons riteneva che questo disegno di legge "mwjqvaporizzerebbe l'accessibilità a grandi serbatoi di cultura libera", aumentando il costo e il rischio da sostenere sia da parte di siti gestiti da singoli, come i blog, sia per i progetti a contenuto aperto, come mwjgWikipedia, mwjwFlickr, mwkaYouTube.cite-ref-9[9]

La mwlgElectronic Frontier Foundation definiva il SOPA come "mwlwDisastrous IP legislation"cite-ref-10[10] e riteneva che questo disegno di legge avrebbe minacciato la sopravvivenza del software mwnaopen source, in quanto per sua natura sviluppato con una struttura decentralizzata, da utenti volontari appartenenti a tutto il mondo:cite-ref-eff-org-11-0[11]

• sarebbe stato necessario trovare volontari disposti ad agire in base alle ingiunzioni del tribunale, in quanto questa azione sarebbe percepita come una censura e contraria al senso stesso dell'open source;
• sarebbe stato impraticabile o impossibile controllare un vasto repository di software mwpasu base volontaria;
• attuare le imposizioni del tribunale avrebbe potuto costituire una violazione della mwpgGeneral Public License, in quanto colui che distribuisce il software mwpwnon può imporre ulteriori restrizioni sui diritti [già] garantiti dalla GPL.cite-ref-12[12]

La stessa EFF riteneva che la terminologia usata nel SOPA sia un chiaro riferimento a mwrqMozilla, che produce il noto mwrgbrowser mwrwFirefox, e che aveva rifiutato all'inizio del mwsa2011 di rimuovere l'mwsqestensione mwsgMafiaafire dal suo sito, la quale reindirizza in automatico verso i siti .com e .net che sono stati oscurati a causa di questioni legali dovute al copyright,cite-ref-eff-org-11-1[11]cite-ref-13[13] sostenendo che nessuna corte avesse mai stabilito che l'estensione Mafiaafire sia in qualche modo illecita o illegale.

La norma "riguarderebbe il blocco mwvaIP. Penso che contempli l'ispezione approfondita dei mwvgpacchetti", ha dichiarato Markham Erikson, capo della NetCoalition, un gruppo che include mwwaGoogle, mwwqYahoo e mwwgeBay. Un collaboratore del relatore Lamar Smith ha sostenuto che sarebbe il giudice a decidere che tipo di blocco ordinare. Cary Sherman, presidente e mwwwCEO della mwxaRIAA (Associazione Americana dell'Industria Discografica) ha scritto in un mwxqeditoriale, ospitato da mwxgCNET, che la proposta di legge sarebbe rivolta "solo al mwxwsottodominio o indirizzo di mwyaprotocollo Internet illegale, piuttosto che ad agire contro l'intero dominio."

Gli statunitensi possono semplicemente passare a mwygmwywprovider mwzaDNS "offshore", come CloudFloor, che offrono collegamenti criptati, ha detto David Ulevitch, il capo di mwzgOpenDNS per mwzwSan Francisco; secondo Ulevitch gli imprenditori degli mw0aStati Uniti potrebbero anche spostarsi direttamente offshore. "Siamo in grado di riorganizzarci come una società delle mw0qIsole Cayman, e di offrire lo stesso servizio senza essere più una società statunitense".

Edward Black, presidente e CEO di Computer and Communications Industry Association, ha scritto su mw1aHuffington Post che "Ironia della sorte, [la norma] potrebbe fare poco per fermare i veri siti pirata, che potrebbero semplicemente riapparire qualche ora dopo con un nome diverso, se i loro indirizzi web numerici non sono noti anche prima. Chiunque conosca o abbia quell'indirizzo web sarebbe ancora in grado di raggiungere il sito pirata".

Critiche sugli aspetti tecnici

Altre critiche riguardavano anche il mw1wfiltraggio DNS, applicato da parte delle autorità degli Stati Uniti sui server statunitensi, previsto dal disegno di legge. I server DNS traducono il nome di un sito web nel corrispondente mw2aindirizzo IP, svolgendo per Internet un ruolo analogo a quello dell'elenco telefonico. Il disegno di legge proposto inizialmente prevedeva che l'oscuramento fosse realizzato imponendo a questi server di non instradare le richieste agli indirizzi IP dei siti oscurati; successivamente, questo meccanismo venne reso facoltativo piuttosto che obbligatorio, tuttavia era fortemente incoraggiato.
Tra le altre critiche inerenti al rapporto tra SOPA e DNS:cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]cite-ref-baker-dec14-16-0[16]

• costituiva un precedente per future influenze arbitrarie da parte dei governi riguardo l'oscuramento di siti Internet;
• minava la stabilità e la struttura stessa di Internet, che è stato progettato in modo che tutti i server DNS mantengano una stessa lista di indirizzi: frammentare il sistema DNS vuol dire frammentare Internet (contro la stessa politica statunitense di avere un unico Internet globale);
• Il SOPA ostacolava l'implementazione del mw6gDNSSEC, che mira a tutelare la sicurezza degli utenti di Internet. Infatti, Il DNSSEC è stato progettato per essere robusto contro i fallimenti nelle comunicazioni di rete: se un browser non riceve risposta da un server DNS statunitense, chiederà l'accesso ad altri server DNS, finché non riceve una risposta. Questo meccanismo garantisce la sicurezza dell'utente durante la navigazione in Internet, perché consente la trasmissione dei certificati che garantiscono l'autenticità del sito visitato, così da prevenire l'esposizione a siti mw6wfake. Tuttavia, è lo stesso meccanismo che entra in gioco se l'utente visita il link di un sito oscurato; per il browser è impossibile distinguere tra i due casi. Nel secondo caso, poiché i server statunitensi negano l'accesso al sito, e il browser riceve risposta da un server esterno agli USA, il suo può essere considerato come un tentativo di aggirare il limite imposto dal SOPA, e quindi è perseguibile secondo il disegno di legge. Le aziende produttrici di browser avrebbero visto il proprio prodotto rimosso dal mercato non appena l'mw7aAttorney General degli Stati Uniti avesse rilevato che il browser implementa questo meccanismo.cite-ref-baker-dec14-16-1[16]

Sostenitori e oppositori

Presentata dal mw9arepubblicano mw9qLamar S. Smith, la proposta di legge ha raccolto, al 15 gennaio 2012, 32 sostenitori alla mw9gCamera dei rappresentanti (16 repubblicani e 16 mw9wdemocratici).cite-ref-17[17]

La capogruppo democratica alla Camera, mw-qNancy Pelosi, aveva espresso contrarietà alla legge, così come anche il candidato alle mw-gprimarie repubblicane mw-wRon Paul, che aveva aderito all'appello lanciato da 9 deputati democratici al resto dei rappresentanti, i quali avevano dichiarato che la legge "potrebbe causare danni seri e a lungo termine per il settore tecnologico, uno dei pochi punti luminosi nella nostra economia" e provocherebbe "un'esplosione di cause legali e contenziosi ammazza-innovazione".cite-ref-18[18]

Tra gli oppositori alla proposta si trovavano anche mwaquAmazon, mwaqyMicrosoft, mwaqcGoogle, mwaqgYahoo!, mwaqkFacebook, mwaqoTwitter, mwaqsAOL, mwaqwLinkedIn, la mwaq0Blender Foundation, mwaq4eBay, la mwaq8Mozilla Foundation, la mwaraWikimedia Foundation, la mwareFree Software Foundation di mwariRichard Stallman, la mwarmCreative Commons, Spartz Media e varie organizzazioni per i diritti umani come mwaruReporter Senza Frontiere, l'mwaryElectronic Frontier Foundation, l'mwarcAmerican Civil Liberties Union, mwargAvaaz.org e mwarkHuman Rights Watch.cite-ref-brigham-7-2[7]cite-ref-19[19]cite-ref-20[20]cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]cite-ref-23[23] Contrario anche il gruppo mwatiMojang sviluppatore del gioco Sandbox mwatmMinecraft; con un'apparizione nel menù di gioco delle frasi "SOPA = BAD" e "SOPA means loser in Swedish!" (SOPA vuol dire perdente in svedese!) e con testimonianze di Markus Perrson, alias Notch, al tempo direttore dell'azienda. Ovviamente era contrario anche il gruppo di hacker mwatqAnonymous.

Note

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Bibliografia

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• mwaio(EN) H.R. 3261 on Thomas - Library of Congress, su thomas.loc.gov. URL consultato il 18 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2011).

Voci correlate

• mwai4PROTECT IP Act (PIPA)
• Cyber Intelligence Sharing and Protection Act (CISPA)

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Stop Online Piracy Act

Collegamenti esterni

• mwajg"La lotta dei giganti del Web sul diritto d'autore" - Fonte: Corriere della Sera (autore:Alessandra Farkas), 7 gennaio 2012
• mwajo"Cos'è il SOPA" - Fonte: quotidiano Il Post, 8 gennaio 2012
• mwajw"Internet, il bavaglio arriva dagli States" mwaj0Archiviato il 15 gennaio 2012 in Internet Archive. - Fonte:l'Espresso mwaj8online (autore:Francesca Sironi), 11 gennaio 2012
• mwake"Sopa: la rete si prepara a uno sciopero generale" - Fonte: blog su Panorama.it (autore: Fabio Deotto) , 13 gennaio 2012
• mwakm"Il veto di Obama sulla SOPA" mwakqArchiviato il 19 gennaio 2012 in Internet Archive. - Fonte: editoriale dell'associazione Articolo21, 16 gennaio 2012
• mwakc"Se Wikipedia incrocia le braccia contro la legge sui pirati online" - Fonte: Corriere della Sera (autore:Massimo Gaggi), 17 gennaio 2012
• mwakk"Wikipedia, 24 ore di sciopero contro norme antipirateria Usa" - Fonte: La Repubblica, 17 gennaio 2012
• mwaks"La nostra opinione su SOPA" mwakwArchiviato il 25 gennaio 2012 in Internet Archive. - Fonte: blog dell'avvocato Guido Scorza, 17 gennaio 2012
• mwak8"Il buio oltre SOPA" - Fonte: quotidiano Punto-Informatico (autore:Mauro Vecchio), 17 gennaio 2012
• mwale"Perché oggi Wikipedia è oscurata" - Fonte: quotidiano Il Post, 18 gennaio 2012
• mwalm"Affari nostri" - Fonte: blog di Massimo Mantellini su Il Post, 18 gennaio 2012
• mwalu"La Rete in sciopero contro il Congresso USA - Fonte: rubrica "MAGAZINE" su TgCom24.it, 18 gennaio 2012
• mwalc"SOPA e PIPA - Le posizioni di Microsoft e Amazon" - Fonte: Webzine Newspedia, 27 gennaio 2012.
• mwalkAvaaz Salviamo internet - la pressione sta dando i suoi frutti!
• mwals(EN) Brookings Institution white paper, su brookings.edu.
• mwal0(EN) What DNS Is Not, su queue.acm.org.